Lewis Hamilton ha vinto il gran premio del Qatar che si è disputato domenica scorsa presso il Losail International Circuit, sede del ventesimo appuntamento iridato stagionale. Il campione del mondo in carica ha colto il settimo successo stagionale in seguito a una gara da dominatore incontrastato. Scattato dalla pole position, il pluri iridato della Mercedes ha tenuto la vetta della corsa imponendo il proprio passo gara. Con pneumatici a mescola media, il sette volte iridato ha cominciato a inanellare una sequenza di giri veloci che gli hanno consentito di creare un margine di sicurezza sui suoi diretti inseguitori. Infatti, il suo rivale al titolo Verstappen è stato protagonista di una partenza fulminante dopo aver preso il via dalla settima posizione in griglia di partenza successiva alla penalità di cinque posizioni per non aver rispettato le doppie bandiere gialle sul finale delle qualifiche. Al primo giro il leader del mondiale era già quarto, e dopo poche tornate è salito in seconda posizione alle spalle della Mercedes di Hamilton. Per questo motivo il britannico ha imposto un ritmo così forsennato alla corsa, in modo da tenere lontano sia l'olandese della Red Bull sia la possibilità di subire l'undercut dal muretto di Milton Keynes. Con la mescola media degli pneumatici, il sette volte campione del mondo si è messo in modalità qualifica, ampliando a ogni passaggio il distacco sul rivale. Con un margine di oltre sei secondi, anche il fattore strategico non è più stata una variabile tecnica in grado di poter cambiare gli equilibri della corsa qatariota. Una volta passati alle gomme dure, la gara è proseguita sulla falsa riga di quanto si è denotato nel primo long run con le specifiche medie. Hamilton era costantemente qualche decimo più veloce di Verstappen ad ogni passaggio, tranne nel finale quando si è messo ad amministrare distacco, usura pneumatici e Power Unit. Dato che ormai la distanza era incolmabile, gli strateghi del team anglo-austriaco hanno deciso di richiamare ai box il proprio pilota di punta per montare gomme morbide e dare l'assalto al giro più veloce. Missione compiuta, dato che Max ha ottenuto il giro veloce ottenendo il punto extra, che alla fine potrebbe risultare decisivo date le sole otto lunghezze di distacco che separano i due nella classifica iridata. Complessivamente, nell'arco del fine settimana al Losail International Circuit la W12 E Performance è stata nettamente superiore alla RB16B. Il tracciato mediorientale presenta caratteristiche tecniche differenti in ciascuno dei tre settori. Il primo tratto presenta il lungo rettilineo del traguardo, nel quale conta avere una elevata velocità di punta, cambi di direzione e curve di medio alta velocità . La sezione centrale è costituita dalla successione di curve sinistra-destra che richiede un avantreno molto preciso in inserimento. L'ultimo tratto è composto da curve molto veloci con elevate velocità di percorrenza che esaltano il carico aerodimanico generato dal corpo vettura. Sin dalla prima sessione di prove libere, la Mercedes ha adottato sulla W12 E Performance la configurazione ad alto carico aerodinamico, dato che la nuova Power Unit M12E montata sulla vettura del pluri iridato consente una maggior velocità di punta, anche con un bilanciamento aerodinamico volto quasi al massimo come a Monaco o all'Hungaroring. Inoltre, il tecnici del costruttore tedesco hanno subito trovato la quadratura del cerchio dal punto di vista tecnico con un assetto ottimale anche per quanto concerne la calibrazione degli elementi sospensivi per le altezze da terra, dato che il grip meccanico che gli pneumatici posteriori riuscivano a generare al retrotreno hanno mostrato una vettura perfetta in trazione in uscita dalla curve. Dopo le prove libere di, i tecnici di Milton Keynes hanno adottato una configurazione aerodinamica differente sulle RB16B, passando da un set up aerodinamico da medio alto ad alto carico per far fronte alla velocità di percorrenza delle curve medie e veloci in sequenza del Losail International Circuit. La differenza cronometrica rispetto alla monoposto tedesca è rimasto comunque ampia, dato che su una pista che per l'86 per cento del giro si percorre con l'acceleratore al massimo, la potenza del propulsore ibrido fa la differenza, soprattutto tra uno che ha disputato due gran premi e uno che ha un chilometraggio di sei gran premi.

